Vittorio Arrigoni Attivista ucciso a Gaza

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sabato 13 dicembre 2008

Rivolta in Grecia

Uprising in Greece





Rivolta in Grecia (2008-12-11)
Proteste, disordini e scontri con la polizia hanno superato il sesto giorno  in seguito all'uccisione di un ragazzo di Atene sparato da un poliziotto a sangue freddo tutto avviene in quartiere di Atene (Exarchia) . Segue il massiccio sciopero generale su riforma delle pensioni e la privatizzazione il paese è travolto da un insurrezione generale , più di un centinaio di scuole e almeno quindici campus universitari restano occupati da studenti manifestanti. In solidarietà  la protesta si diffonde in Turchia, così come Germania, Spagna, Italia, Russia, Danimarca e Paesi Bassi, decine di arresti sono stati effettuati
in tutto il continente. DemocracyNow! parla con uno studente attivista e scrittore da Atene.

source: DemocracyNow!


16 anni assassinato dalla polizia di Atene
Alexandros Grigoropoulos 
Polizia Greca assassini

FotoGallery







Una poesia dei giovani della coalizione di sinistra Synaspismos per ricordare il giovane Alexis Grigoropulos, ucciso dalla polizia a quindici anni

Για τον Αλέξανδρο!

Μητέρα φεύγω!
πάω να ζήσω τη ζωή μου...
μάλλον χωρίς φραγμούς
να διεκδικήσω και να αποδείξω
την πρώιμη ωριμότητά μου....

Μητέρα φεύγω!
μαζί με τους φίλους μου θα διασκεδάσω...
μην φωνάζεις, έχω κάνει τα μαθήματά μου...
θα σε δω το βράδυ, να με περιμένεις!

Μητέρα φεύγω!
και ίσως δεν ξέρω αν φθάνω εκεί
γιατί κάποιος με οδήγησε ή
γιατί αυτό είμαι τελικά εγώ...

Μητέρα φεύγω!
και το ξέρω ότι πονάς.
Μην αναρωτιέσαι, πονάω κι εγώ στο πεζοδρόμιο...
πονάνε κι άλλοι μαζί μου...

Μητέρα φεύγω!
προσπαθούν να με βοηθήσουν αλλά το ξέρω
πως είναι μάταιο....
τα μάτια μου θυμούνται εσένα!

Μητέρα φεύγω!
και ο "άνθρωπος" που με έδιωξε από εσένα
στέκει στους καπνούς και μου φαίνεται πιο μεγάλος
από πριν....

Μητέρα έφυγα!
πες στους ανθρώπους να πενθήσουν το χαμό μου...
πες στα παιδιά να αγωνίζονται και να δημιουργούν
ΟΧΙ να καταστρέφουν....

Μητέρα αντίο!
σε εσένα και στα όνειρα μου....
μην διαλύεστε επειδή έφυγα....
πάρτε δύναμη και παλέψτε....
για όλα αυτά που δεν πρόλαβα....
Αντίο!

Per Aléxis

Madre, io vado
vado a vivere la mia vita...
senza ostacoli
vado a rivendicare e dimostrare
la mia giovane maturità

Madre io vado,
insieme ai miei amici mi divertirò
non sgridarmi, ho fatto i miei compiti,
ci vediamo stasera, aspettami!

Madre, io vado!
Non so se sono arrivato lì
perché mi ci ha portato qualcuno
o perché quello sono io...

Madre, io vado!
E so che soffri.
Non ti fare domande, soffro anche io sul marciapiede
e soffrono tutti quelli che sono lì insieme a me...

Madre, io vado!
Cercano di aiutarmi, ma so
che tutto è inutile...
I miei occhi ti ricordano!

Madre, io vado!
È l' uomo che mi ha strappato da te
è in piedi nel fumo e mi sembra più grande
di prima

Madre, me ne sono andato!
dì agli uomini che portino il lutto per la mia morte
dì ai bambini che lottino, che siano creativi
che NON distruggano...

Madre, addio!
a te e ai miei sogni...
non scioglietevi ora perché me ne sono andato...
prendete forza e lottate...
per tutto quello che io non sono riuscito a ottenere...
Addio!





Breve analisi sui fatti in Grecia
da indymedia
Dopo gli spari mortali della polizia sull’appena sedicennne Alexandros Grigoropoulos, c’è stata un’ondata di rivolte in tutta la Grecia. In quasi tutte le città e in tutto il paese, la rabbia per gli spari e i cinici tentativi della classe dirigente di nascondere le circostanze della morte di Alexandros Grigoropoulos è sfociata nelle battaglie in strada con la polizia. L’apparato di polizia greco è famoso per la sua brutalità, è popolato ad un livello eccezionale da fascisti e reazionari, e vanta una lunga tradizione di repressione. Di continuo, la polizia agisce contro le lotte di operai, studenti e immigrati con violenza estrema. La presa di posizione di una assemblea di massa alla scuola teatrale occupata di Salonicco esprime la diffusa rabbia contro il potere repressivo nel modo seguente:
L'assassinio da parte di un poliziotto del giovane studente serbo Bulatovic a Salonicco nel 1998, l'assassinio da parte di un poliziotto del giovane Leontidis in via Cassandrou nel 2003, la morte del ventiquattrenne Tony Onohua dopo esser stato inseguito dalla polizia municipale nell'area di Kalamaria nell'estate del 2007, l'uccisione della quarantacinquenne Maria Lefkimi dopo l'attacco della polizia contro i manifestanti che stavano lottando contro l'impianto di smaltimento dei rifiuti, l'uccisione del migrante pakistano avvenuta lo scorso mese ad Atene in via Petrou Ralli, la quotidiana umiliazione e violenza contro ogni sospettato di reati minori nei distretti di polizia di tutta la Grecia, gli spari contro i partecipanti alle manifestazioni studentesche dello scorso anno, la repressione violenta delle manifestazioni, la guerriglia innescata dalla polizia a colpi di lacrimogeni, la violenza contro chiunque protesti [...] E, senza dubbio, i quotidiani assassinii da parte della polizia di confine di rifugiati politici e di migranti per ragioni economiche. Persino le morti nelle gelide acque dell’Egeo o nei campi minati dell'Evros: tutti questi episodi forniscono un quadro della polizia greca.
Miseria sociale
Ma a portare le persone in strada non è stata solo la rabbia non reprimibile e giustificata contro le forze di polizia. L’attuale ondata di proteste riflette la gravità della miseria sociale e politica. Negli ultimi anni il paese è stato scosso da una serie di scandali di corruzione. I politici, l’amministrazione e la giustizia sono stati guidati dal nepotismo e dalla corruzione. Allo stesso tempo, la crisi ha colpito la già scossa economia greca in modo particolarmente duro. Come in altri paesi, dopo la turbolenza nei mercati finanziari, i banchieri e i capitalisti miliardari sono stati “supportati” mentre, al contrario, la classe operaia è stata caricata di ulteriori aumenti di tasse. Il fondo pensioni della Grecia è vuoto, i miseri sussidi di sicurezza sociale non bastano né a vivere né a morire. Molti proprietari di casa sono sommersi dai debiti. Si teme che molte persone perderanno presto i loro appartamenti e le loro case, dato che non riusciranno a pagare gli interessi aumentati sul loro debito. Questo colpisce in modo particolarmente duro la generazione più giovane. Molti dei giovani, nonostante l’addestramento, non hanno prospettive di carriera e sono legati alla ruota dell’impiego precario. La condizione della cosiddetta “generazione dei 700 euro” è un problema sulla bocca di tutti.




Goodbye Alex! (Aleksandros Grigoropoulos)



LA DICHIARAZIONE DEI SOLDATI GRECI
http://freebooter.da.ru/
karlmarxwasright2
Venerdì 19 dicembre 2008

LA NEW SCHOOL E LA DICHIARAZIONE DEI SOLDATI GRECI
Oggi, come esercizio, ho deciso di mettere in evidenza due eventi che avvengono simultaneamente che illustrano ampiamente le differenze tra il resto del globo e gli USA.
In primo luogo, un'azione in questo momento alla New School di NYC. Un'occupazione studentesca, una presa di controllo. Fornirò in un momento alcuni collegamenti. Qualunque cosa possiate pensare di questo evento, io, situato negli USA, non troppo lontano ma NON entro una distanza percorribile a piedi di NYC, devo ottenere le mie informazioni su ENTRAMBE la Grecia e la NYU DA UN PAESE STRANIERO su Internet!!
Vi è di fatto l'oscuramento delle notizie. Molta poca cronaca affatto, se mai ve ne è, sulla Grecia e/o la NYU. Questo oscuramento delle notizie proviene da TUTTE le parti, qui, negli USA, dalle nostre fonti, gruppi, singoli, siti web della fasulla, statale, finanziata dalle fondazioni, alternative, dei media di "sinistra" e da quelle commerciali ovvie.
Pertanto, qui vi è qualcosa sulle attività della NYU per quelli negli USA esigenti sull'informazione:
Innanzi tutto:

http://www.marxist.com/usa-students-occupy-new-school.htm
Quindi, un seguito:
http://libcom.org/news/update-new-school-exile-occupation-19122008
Il seguito, sopra, non menziona le richieste e la dichiarazione di posizione nel rapporto iniziale per l'istruzione superiore GRATUITA, l'eliminazione del debito studentesco ecc.
Questo POTREBBE essere semplicemente una svista di cronaca o una mancanza nel comunicare adeguatamente dall'estero. Non lo so. Ma E' certamente importante. Ed ha bisogno di chiarificazione e di nuova enfasi.
Comunque, posso rivelarvi immediatamente che, diversamente dalla Grecia, a NYC gli studenti non riceveranno NESSUN ulteriore appoggio dalla leadership sindacale dei nostri sindacati organizzati guidati da fascisti e dalla falsa sinistra.
Come conseguenza, la loro azione non crescerà, non si estenderà, non crescerà a valanga, non maturerà, non si amplierà come in Grecia ed altrove, comprendendo file sempre più ampie della popolazione e della classe lavoratrice e nessuna delle loro richieste più importanti verrà soddisfatta, certamente non l'educazione superiore gratuita e l'eliminazione del debito.
E penso di aver spiegato fino alla nausea in questo blog le ragioni del perché. Come conseguenza, al meglio potrebbero finire con un compromesso simbolico. Così, ancora una volta, paragonate gli USA agli eventi in Grecia ed altrove.
Per la Grecia, ho riprodotto il seguente da tapesgoneloose.blogspot.com.
E' stato tradotto in inglese sul loro/suo blog apparentemente dal sito web di Indy greco ed in inglese non lo ho visto altrove. Altri siti web con ulteriori informazioni sotto il seguente:
Letter from army camps refuting the army's repressive role (indy.gr, Wednesday)

Centinaia di soldati dei 42 campi dell'esercito dichiarano: CI RIFIUTIAMO DI DIVENTARE UNA FORZA DI TERRORE E DI REPRESSIONE CONTRO LE MOBILITAZIONI; APPOGGIAMO LA LOTTA DEGLI STUDENTI DI SCUOLA/UNIVERSITA' E DEI LAVORATORI.
Siamo dei soldati da ogni parte della Grecia [è necessario qui osservare che in Grecia è ancora in vigore la coscrizione e che riguarda tutti i greci maschi; la maggior parte o forse anche tutte le persone che firmano questo sono legati al popolo che al momento stanno servendo nel servizio militare obbligatorio - non reclute dell'esercito]. Soldati ai quali, a Hania, è stato ordinato di opporsi a studenti universitari, lavoratori e combattenti del movimento movimento antimilitarista portando le nostre armi e poco tempo fa. [Soldati] che portano il peso delle riforme e della "preparazione" dell'esercito greco. [Soldati che] vivono tutti i giorni attraverso l'oppressione ideologica del militarismo, del nazionalismo dello sfruttamento non retribuito e della sottomissione ai "[nostri] superiori". Nei campi dell'esercito [nei quali serviamo], sentiamo di un altro "incidente isolato": la morte, provocata dall'arma di un poliziotto, di un quindicenne di nome Alexis. Sentiamo di lui negli slogan portati sopra le mura esterne del campo come un tuono lontano. Non sono stati chiamati incidenti anche la morte di tre nostri colleghi in agosto? Non è stata pure chiamata un incidente isolato la morte di ciascuno dei 42 soldati che sono morti negli ultimi tre anni e mezzo? Sentiamo che Atene, Thessalonica ed un sempre crescente numero di città in Grecia sono diventate campi di agitazione sociale, campi dove viene recitato fino in fondo il risentimento di migliaia di giovani, di lavoratori e di disoccupati. Vestiti con uniformi dell'esercito ed "abbigliamento da lavoro", facendo la guardia al campo o correndo per commissioni, facendo i servitori dei "superiori", ci troviamo ancora lì [in quegli stessi campi]. Abbiamo vissuto, come studenti universitari, come lavoratori e come disperatamente disoccupati, le loro "pentole d'argilla", i "ritorni di fiamma accidentali", i "proiettili deviati", la disperazione della precarietà, dello sfruttamento, dei licenziamenti e dei procedimenti giudiziari. Ascoltiamo i mormorii e le insinuazioni degli ufficiali dell'esercito, ascoltiamo le minacce del governo, rese pubbliche, sull'imposizione dello "stato d'allarme". Sappiamo molto bene cosa ciò significhi. Viviamo attraverso l'intensificazione [del lavoro], aumentate mansioni [dell'esercito], condizioni estreme con un dito sul grilletto. Ieri ci è stato ordinato di stare attenti e di "tenere gli occhi aperti". Ci chiediamo: A CHI CI AVETE ORDINATO DI STARE ATTENTI? Oggi ci è stato ordinato di stare pronti ed in allarme. Ci chiediamo? VERSO CHI DOVREMMO STARE IN ALLARME? Ci avete ordinato di stare pronti a far osservare lo stato di ALLARME: • Distribuzione di armi cariche in certe unità dell'Attica [dove si trova Atene] accompagnata anche dall'ordine di usarle contro i civili se minacciate. (per esempio, una unità dell'esercito a Menidi, vicino agli attacchi contro la stazione di polizia di Zephiri) • Distribuzione di baionette ai soldati ad Evros [lungo la frontiera turca] • Infondere la paura nei dimostranti spostando i plotoni nell'area periferica dei campi dell'esercito • Spostare per protezione i veicoli della polizia nei campi dell'esercito a Nayplio-Tripoli-Korinthos • Il "confronto" da parte del maggiore I. Konstantaros nel campo di addestramento per reclute di Thiva riguardo l'identificazione di soldati con negozianti la cui proprietà è stata danneggiata • Distribuzione di proiettili di plastica nel campo di addestramento per reclute di Corinto e l'ordine di sparare contro i nostri concittadini se si muovessero "minacciosamente" (nei riguardi di chi???) • Disporre una unità speciale alla statua del "Milite ignoto" giusto di fronte ai dimostranti sabato 13 dicembre come pure mettere in posizione i soldati del campo di addestramento per reclute di Nayplio contro la manifestazione dei lavoratori • Minacciare i cittadini con Unità Operazioni Speciali dalla Germania e dall'Italia - nel ruolo di un esercito di occupazione - rivelando così il vero volto anti-lavoratori/autoritario della U.E. La polizia che spara prendendo a bersaglio le rivolte sociali presenti e future. E' per questo che preparano un esercito che assuma i compiti di una forza di polizia e la società ad accettare il ritorno all'esercito del totalitarismo riformato. Ci stanno preparando ad opporci ai nostri amici, ai nostri conoscenti ed ai nostri fratelli e sorelle. Ci stanno preparando ad opporci ai nostri precedenti e futuri colleghi al lavoro ed a scuola. Questa sequenza di misure dimostra che la leadership dell'esercito, della polizia e l'approvazione di Hinofotis (ex membro dell'esercito professionale, attualmente vice ministro degli interni, responsabile per "agitazioni" interne), del QG dell'esercito, dell'intero governo, delle direttive della U.E., dei negozianti-come-cittadini-infuriati e dei gruppi di estrema destra mirano ad utilizzare le forze armate come un esercito di occupazione - non ci chiamate "corpo di pace" quando ci mandate all'estero a fare esattamente le stesse cose? - nelle città dove siamo cresciuti, nei quartieri e nelle strade dove abbiamo camminato. La leadership politica e militare dimentica che siamo parte della stessa gioventù. Dimenticano che siamo carne della carne di una gioventù che sta di fronte al deserto del reale all'interno ed all'esterno dei campi dell'esercito. Di una gioventù che è furibonda, non sottomessa e, ancora più importante, SENZA PAURA. SIAMO CIVILI IN UNIFORME. Non accetteremo di diventare strumenti gratuiti della paura che alcuni cercano di instillare nella società come uno spaventapasseri. Non accetteremo di diventare una forza di repressione e di terrore. Non ci opporremo al popolo con il quale dividiamo quegli stessi timori, bisogni e desideri/lo stesso futuro comune, gli stessi pericoli e le stesse speranze. CI RIFIUTIAMO DI SCENDERE IN STRADA PER CONTO DI QUALSIASI STATO D'ALLARME CONTRO I NOSTRI FRATELLI E SORELLE. Come gioventù in uniforme, esprimiamo la nostra solidarietà al popolo che lotta e urliamo che non diventeremo delle pedine dello stato di polizia e della repressione di stato. Non ci opporremo mai al nostro popolo. Non permetteremo nei corpi dell'esercito l'imposizione di una situazione che ricordi i "giorni del 1967" [quando l'esercito greco ha effettuato il suo ultimo colpo di stato].
Per MOLTA cronaca ulteriore sugli eventi greci, come l'occupazione dei militanti dell'Ufficio Centrale del Lavoro greco e di scioperi altrove, il blog suddetto e:

www.tapesgoneloose.blogspot.com
www.libcom.org
www.occupiedlondon.org/blog
www.marxist.com
Nel frattempo, terminerò con un'altra tra le molte, molte azioni militanti in corso dei lavoratori turchi nelle ultime settimane contro le privatizzazioni, ancora totalmente e completamente ignorate negli USA.
This time, Turkish worker occupation of a tire factory, partially owned by Sabanci, in turn, partnered with Citigroup through Akbank:
Questa volta, l'occupazione da parte dei lavoratori turchi di una fabbrica di pneumatici, parzialmente di proprietà della Sabanci, a sua volta associata alla Citigroup tramite la Akbank:

http://www.hurriyet.com.tr/english/finance/10596945.asp?scr=1
Postato da karlmarx

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