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lunedì 25 aprile 2011

BIKE VideoHistory (ControVisioni)

Return of the Scorcher (1992)
ControVisioni

Il ritorno del Scorcher Questo documentario di mezz'ora guarda culture e stili di vita, bici in giro per il mondo con scene suggestive ed un variegato uso della bici, girato in Cina, Olanda, Danimarca e Stati Uniti
Nel 1890, prima delle automobili i ciclisti sono stati denominati "Scorchers" a causa della loro velocità ardente. Un secolo più tardi, in un mondo pieno di problemi ambientali e sociali correlate alle automobili si assiste ad un ritorno del Scorcher che scopre una rinascita in bicicletta ispirate ed in continua evoluzione.
Tocca molteplici argomenti, tra cui il romanticismo, la ribellione, il femminismo precoce la spiritualità - tutte inserite nel contesto di ciclismo. Presenta una sezione trasversale del ciclismo, si rende la bicicletta come veicolo che afferma la vita per il cambiamento.




We are the traffic
Un film sulla CriticalMass
ControVisioni

C'è il traffico! racconta la storia e lo sviluppo del "Critical Mass" movimento di massa in bicicletta - uno delle più vivaci dinamiche sociali / movimenti politici del apatico 90. In oltre 200 città in 14 paesi diversi, Critical Mass è ormai diventato un rituale mensile di bonifica per le strade da parte degli attivisti della bicicletta di massa.
Con la congestione del traffico, l'inquinamento, e la rabbia della strada in aumento, numeri in crescita in tutto il mondo stanno sostenendo le alternative di trasporto, e Critical Mass è la punta di diamante di questa mentalità.
Ci sono il traffico! tracce questo leader, movimento di base dalle sue origini a San Francisco nel 1992 alla sua diffusione in tutto il mondo. Con un approccio radicale di azione diretta dei partecipanti della Critical Mass si celebra la bicicletta .








B.I.K.E.
Be Inclusive Kill Exclusivity (2006)
VideoSintesi film B.I.K.E
ControVisioni

Pervaso da un Antimaterialismo praticante, prevede l'apocalisse incombente che renderà l'auto inutile lasciando le biciclette al "potere". Combattono per un futuro migliore ed una cultura della bici dominante i BLACK LABEL BIKE CLUB ( BLBC). Il film attinge tra le fila della massa critica e di controcultura, esplora come la politica radicale in una visione artistica evidenzia le responsabilità globali.
Co-direttori Jacob Septimus e Anthony Howard hanno seguito il capitolo di Brooklyn BLBC per oltre due anni, incontri, feste, tornei, raduni delle tribù ad Amsterdam e Minneapolis, e le proteste del 2004 National Convention repubblicana per creare il loro capolavoro.Questo film affascinante e splendidamente grintoso permette di comprendere una subcultura appassionante, ed espone gli aspetti più oscuri della vita sul lato selvaggio. A cura di oltre 385 ore di filmati che attraversa due anni, Fountainhead Films presenta BIKE: uno sguardo avvincente sui modi in cui l'identità è importante per un collettivo di popolo fieramente indipendente.

sabato 16 aprile 2011

Christiania Trilogy (2005-2007)

Città Libera di Christiania
Tre film-documento su Christiana in lingua danese
Christiania
, nota anche come Città Libera di Christiania, è un quartiere parzialmente autogovernato della città di Copenaghen, Danimarca, che ha stabilito uno status semi-legale come comunità indipendente. Christiania venne fondata nel 1971, quando un gruppo di hippie occupò un'area costituita da edifici militari abbandonati. Una delle persone più influenti del gruppo era Jacob Ludvigsen, che pubblicava un giornale anarchico, che annunciò ampiamente la proclamazione della Città Libera. Per anni lo status legale della zona è rimasto avvolto nel limbo, mentre il governo danese tentò, senza successo, di rimuovere gli occupanti.

Più di una cinquantina di collettivi diversi esercitano attività artigianali, culturali, teatrali ecc. Christiania ha il suo asilo, la panetteria, la sauna, la fabbrica di biciclette, la tipografia, la radio libera, degli atelier di restauro, il cinema, bar, ristoranti, luoghi di spettacolo.

Famosa per la sua via principale, nota come Pusher Street, dove l'hashish veniva venduto da chioschetti permanenti fino al 2010, Christiania ha comunque delle regole che vietano le droghe pesanti. Christiania ha negoziato un accordo con il ministero della difesa danese (che è ancora proprietario del terreno) nel 1995, e i residenti non pagano tasse.

l futuro di Christiania rimane incerto, in quanto le autorità danesi continuano a premere per la sua rimozione.

Gli abitanti contrattaccano con l'umorismo o la perseveranza - ad esempio, quando nel 2002 le autorità chiesero che il commercio di hashish venisse reso meno visibile, le bancarelle vennero coperte con dei teli mimetici. Il 4 gennaio 2004, le bancarelle vennero demolite dagli stessi proprietari (senza per questo cessare il commercio della sostanza, che prosegue su base personale) come un modo per persuadere il governo a permettere che Christiania continui ad esistere.

il 1º gennaio 2006 la città ha perduto il suo statuto speciale di comunità alternativa. Il 19 maggio 2007, a 35 anni dalla sua nascita la polizia ha distrutto uno dei primi edifici [1], fatto che ha scatenato un vivo conflitto con la polizia.

Cirkus Krigen / Cirkus War (2005)

(La guerra Circus)

Il film contiene numerose scene forti e non devono essere visti dai bambini. Il film, purtroppo non arriva con sottotitoli in inglese. Qualcuno con abilità linguistica ed esperienza informatica puo aiutare a tradurre ed inserire sottotitoli? Sottotitoli prossimi. video 40 min.docArt da Jorn Balther




PAPIRKRIGEN, CHRISTIANIA 2007

La guerra di carta, CHRISTIANIA 2007
La guerra di carta è un film che ritrae la vita quotidiana in Christiania in un momento difficile in cui lo Stato cerca di privatizzare questa comunità. Lo Stato e la polizia esercita una pressione senza precedenti sui residenti, visitatori e imprese. Pubblicamente si chiama normalizzazione ma internamente ci si sente perseguiti da metodologia che richiama uno stato di polizia. Questo pone una domanda in avanti, in Danimarca è necessario impostare delle regole di una cosiddetta legge doppio standard per quanto riguarda l'ordine pubblico, libertà di espressione, la tutela del lavoro, umano / bambini 's destra e il diritto di essere e camminare. Queste ed altre questioni è una parte della vita quotidiana a Christiania viene mostrato nel film.



Kulturkrigen, Christiania 2007

Questo film fa parte di una Trilogy dedicata a Christiana: KulturKrigen (la guerra culturale), CirkusKrigen (Il circo della guerra), PapirKrigen (la guerra di carta).
"la guerra culturale"è il secondo film di una trilogia sulla situazione in Christiania. Anno 2006 è stato un tempo duro per Christiania, il governo e la polizia hanno perseguitato fisicamente i cittadini di questa zona.


NB: Nel 2004 lo Stato ha annullato l'accordo di Christiania. Da allora hanno lavorato per un nuovo accordo. Un accordo che risolve il rapporto con il governo, ma non rimuove il cuore di Christiania. Si può fare in molti modi. Ci sono sei punti che deve essere una parte di essa.

Christianias Mandat


domenica 3 aprile 2011

FreePalestine-PalestineLibere(JeninJenin)

Jenin Jenin
Mohammad Bakri
Quello che il mondo deve sapere

Nell'aprile del 2002, a Jenin, Israele lanciò l'operazione "scudo di difesa" in risposta ad attentati suicidi, essendo alcuni dei kamikaze stati reclutati proprio lì, tra i disperati.
Il campo ospitava circa 14 mila palestinesi in pochi chilometri quadrati. Sarà un massacro senza precedenti, che colpirà anche civili indifesi: donne, vecchi e bambini. Più di un quarto dei profughi, che già vivevano in condizioni pessime, si troveranno le case distrutte o inagibili, perché colpite dall'artiglieria dei tank o degli elicotteri o abbattute dai bulldozer blindati.
Tahar Ben Jelloun, il famoso scrittore marocchino, scriverà: "Il crimine è lì, anche se ricoperto da tonnellate di macerie e di silenzio" (Jenin -un campo palestinese- Bompiani-)
Perché è stato censurato questo documentario ed il suo regista dovrà subire due processi, in Israele, dove vige la cosiddetta "libertà d'espressione"... ?
Jenin Jenin è un grido di dolore, di angosce inenarrabili, di rabbia e di desiderio di vendetta, di umanità. Bakri sparisce come presenza fisica o come voce fuori campo, non ricostruisce, neppure informa. Sono soltanto i volti e le parole dei profughi che informano, accusano, mostrano, processano, maledicono, resistono. Sono corpi e volti che sono colpiti alle radici della loro vita, della loro identità, delle loro storia. Ed alcuni di questi volti sono indimenticabili: un muto che mima efficacemente gli eventi a cui ha assistito; l'uomo che mostra la casa distrutta, elencando le tracce ridotte in macerie (il letto dove è morto suo padre, il fico di 52 anni, le pietre di cui essa era costituita); il giovane combattente lucido e sarcastico, che alla fine non trattiene una lacrima parlando della sua impotenza in quei giorni; un venditore di mercato che fa del gustosissimo teatro di strada fingendo di telefonare a Bush; e sopratutto la straordinaria ragazzina (avrà avuto allora 11-12 anni) lucida nel flusso ininterrotto di parole, di amore e di odio, poetica nelle sue metafore, determinatissima.

A ciò è da aggiungere il montaggio, che spezza le interviste per associazioni con altre, ricomponendole secondo una scansione narrativa fluida e corale, che testimonia con orgoglio l'indomita resistenza di un popolo; e inoltre l'uso limitato ma efficace di canti, musica e rumori, che si aprono come raccordo tra una sequenza e l'altra o per dare respiro grande alla tragedia che le parole e i volti esprimono.

Il regista Mohammad Bakri è un attore che ha lavorato con grandi autori palestinesi ed israeliani e noi lo conosciamo soprattutto per l'interpretazione di uno dei più bei film italiani di questo inizio secolo, Private di Saverio Costanzo, per cui è stato premiato come miglior attore protagonista al festival di Locarno del 2004.

Jenin Jenin (Mohammad Bakri)




IL PRODUTTORE ASSASSINATO

Iyad Samoudi, il produttore esecutivo di Jenin Jenin, è stato ucciso dall'Esercito israeliano il 23 giugno 2002. Quella mattina, alle 4.30, i soldati erano arrivati per effettuare alcuni arresti. Se c'era una cosa che Iyad - e, come lui, la maggior parte degli abitati dei Territori occupati - odiava, era l'umiliazione. "Una volta mi aveva detto che avrebbe preferito morire", racconta Bakri che, assieme alla troupe, durante le riprese aveva dormito nella casa di questo 25enne.
Così quel giorno maledetto ha preso la porta ed è scappato. Lo hanno colpito senza ragione. Sposato alcuni mesi prima, senza figli, Iyad aveva visto Bakri recitare in uno dei tanti film da lui realizzati; voleva lavorare per il cinema e l'aveva dunque ricercato.
"Era un ragazzo sveglio, sempre pronto a scherzare, pieno di vita", dice il regista. Jenin Jenin è dedicato a lui, che non ha nemmeno avuto l'opportunità di vedere questo documentario a montaggio finito.