Watch Il Muro (Simone Bitton in Activism & Non-Profit |
lunedì 1 novembre 2010
Film-PalestineDocumento
Watch Il Muro (Simone Bitton in Activism & Non-Profit |
domenica 19 settembre 2010
Palestina Film
Quello che Grimaldi ha trovato a Gaza in parte già lo conosciamo, e in parte lo si può immaginare. Ma l’autore del documentario è andato oltre la facile “iconografia” del corpo mutilato e del territorio martoriato, …
… cercando la strada che lo porta direttamente al cuore della gente.
Con quel prezioso tocco di umanità, umile e generoso insieme, che già aveva contraddistinto il suo “Americas Reaparecidas”, Grimaldi riesce a metterci in diretto contatto con i sentimenti degli abitanti di Gaza, senza mai scadere nel facile sentimentalismo. (L’unico “sentimentalismo” a cui Grimaldi non riesce a rinunciare, volendo essere onesti, e quello di “Bella Ciao”, il motivo che ogni tanto fa un nostalgico capolino dagli angoli più impensabili del racconto. Ma la sua ingerenza “politica” nel lavoro complessivo è nulla, e si può solo accoglierla con il dovuto rispetto verso chiunque abbia il coraggio di restare sempre fedele alle proprie idee, specialmente quando diventano meno popolari).
Di fronte a questo documentario infatti si può solo affermare che se tutti coloro che amano fregiarsi del titolo di giornalista avessero un centesimo del coraggio e dell’integrità morale di Fulvio Grimaldi, il mondo non starebbe dove si trova oggi.
Il lavoro di Grimaldi va anche interpretato come un omaggio a quei pochi giornalisti veri, che in Medio Oriente come altrove hanno perso la vita a causa del “fuoco amico”, che ultimamente si è dimostrato molto poco amico di chiunque si metta in cerca della verità.
Enzo Baldoni, Simon Cumbers, Raffaele Ciriello, Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, Alan Johnston, sono solo alcuni dei nomi che non andrebbero mai dimenticati.
Di seguito si riportano alcune frasi di Grimaldi, tratte dalla parte finale del documentario:
Centinaia di bambini uccisi, il pianificato avvelenamento di tutto un popolo, il contemporaneo scatenarsi della violenza dei coloni in Cisgiordania, l’orribile muro del lager Cisgiordano, dichiarato illegale dalla Corte di Giustizia, la provocatoria espansione delle colonie, le inenarrabili vessazioni inflitte alla popolazione occupata con il furto dell’acqua, della terra, dei coltivi, la distruzione delle case e dei campi, gli oltre settecentomila posti di blocco, la frantumazione della continuità del residuo territorio palestinese, gli annunci di ulteriori pulizie etniche di Netanyahu e Libermann, lo scandalo del silenzio e della complicità di tanti governi e dei media, hanno determinato una svolta storica. L’olocausto si è spostato dall’Europa in Palestina.
Private, ambientato in Palestina e metafora dei grandi conflitti e delle convivenze forzate che questi generano. “L’idea non è originale, ma viene da una storia vera che appartiene alla striscia di Gaza, e racconta della convivenza ‘coatta’ che va avanti dal 1992, anno in cui la casa di questo intellettuale palestinese, professore di inglese, preside di una scuola media secondaria, viene occupata dall’esercito israeliano, perché verrà costruita una colonia a cinque metri dalla sua abitazione. Nella storia vera la vicinanza con la colonia è irrisoria: si apre la porta della cucina e ci si ritrova nella colonia. Nel film abbiamo cambiato moltissime verità della storia reale per, naturalmente, farne un film”, spiega Costanzo in occasione della presentazione del film a Bologna 2004. Un sorta di documentario, quindi, o, nella definizione di Costanzo stesso, uno psicodramma (“poi io lo chiamo ‘psicodramma’ ... forse Moreno [Jacob Levi Moreno, fondatore del “Teatro della Spontaneità”, N.d.R.] se la prenderebbe a male, perché non è che abbiamo adoperato proprio il metodo psicologico, però lo chiamiamo così perché c’è dentro moltissimo del nuovo psicodramma”).
Berlino febbraio 2005 ”Paradise Now" del regista palestinese Hany Abu-Assad riceve il premio Amnesty International.
“Paradise Now è una piccola storia che parla di un grande conflitto. È un racconto che ha una morale, ma che non pretende di fare morale, è commovente ma non sentimentale. È un film che ti costringe a confrontarti con la realtà è ti ricorda che ogni persona può fare la differenza. Il film denuncia le cause di cui può nutrirsi una violenza inumana. La storia di due amici palestinesi, scelti per il martirio, tra paure e ripensamenti.
sabato 11 settembre 2010
ReportDocumento : Anatomia di una truffa
Mutui Derivati
Anatomia di una truffa: “Strategia Finanziaria per l’accesso al mercato internazionale dei capitali e la gestione attiva dell’indebitamento” riescono quasi a sorprendere per il livello di demenziale pornografia finanziaria: “rinegoziazione attiva dell’indebitamento”, “ristrutturazione del debito e rifinanziamento attraverso strumenti derivati e cartolarizzazioni”, “strumenti finanziari per l’ottimizzazione del profilo degli esborsi di cassa”, “rimodulazioni attraverso operazioni e contratti swap” etc.Cose del genere non possono accadere senza complicità e connivenze ad un certo livello. Ritorna un po’ il teorema ropponiano: “chi detiene posizioni di vertice non può non sapere… è assolutamente fuori dall'ordine naturale degli accadimenti umani che una frode di tale entità sia posta in essere senza che i dominus ne siano a conoscenza e l’ accettino”.
MutuiDerivati:Il banco vince sempre
Report_MutuiDerivati: Il banco vince sempre
L’interessante trasmissione“Report” ha messo in luce un lato di quei famosi“derivati” di cui tanto si parla. La vera bomba sulla “finanza dei derivati” , in Italia, è scoppiata con il caso Italease. Gran bella fregatura per un bel numero di soggetti ed imprese, che si sono visti recapitate a casa delle lettere con grosse richieste di denaro. E fino a qui nulla di nuovo. Si poteva pensare che la vicenda fosse chiusa così, con un gruppo di sfortunati e truffati imprenditori, costretti a rientrare di cifre importanti, a causa di un “assicurazione” che doveva proteggere il debito. Assicurazione che , alla fine della fiera, ben poco ha protetto…
Ma ben poco si sapeva della situazione nel settore pubblico.
Lo scandalo del settore pubblico
Come cucinare il Pollo Pubbico
Torniamo agli Enti Pubblici. Queste operazioni di finanza strutturata veniva quindi a costare un bel po’ di soldi. Quindi, bisognava trovare il pollo che, senza saper bene cosa stava accadendo, ed ammaliato da incassi temporanei che “fanno sempre comodo”, accettava operazioni spericolate con benefici effetti nell’immediato, ma catastrofiche conseguente per il lungo periodo. E, indovinate un po’, quale pollo si poteva andare a spennare, se non un pollo che ha fondamentalmente una bassa cultura finanziaria, e la necessità di “spostare” debiti tramite “swap”, al fine di far ricadere grane e problemi su coloro che verranno in futuro.
Cosa sono questi “Swap”?
Gli “swap” fanno parte della famiglia dei derivati (la stessa dei derivati emessi sui mutui subprime che hanno messo in crisi le borse di mezzo mondo) e si chiamano così perché derivano il loro valore da variabili esterne. Sono strumenti complessi e rischiosi, dove chi ne sa di più lucra profitti abnormi, e chi ne sa di meno perde tutto. Pare che in Italia non si possa vivere senza i derivati perché non hanno lasciato fuori nessuno, dalla grande Regione al piccolo Comune di montagna, dalla lavanderia, al policlinico, all’istituto delle suore.Sono almeno 30 mila le imprese private coinvolte, e 900 gli enti pubblici che ci stanno rimettendo centinaia di milioni.
Perdite fittizie? Non c’è problema…
Ma qui arriva il comico. Nel settore pubblico non funziona come nel settore privato, dove anche le perdite potenziali devono essere iscritte a bilancio. Nel pubblico le Perdite potenziali non vengono scritte da nessuna parte, e rimangono quindi debiti che possono venire “nascosti” dall’Amministrazione. Ma fino a quando? Fino alle rispettive scadenze. E quindi con potenziali “sorpresine” che possono portare in default Comuni , Province e Regione, proprio come è successo per il Comune di Taranto.
domenica 22 agosto 2010
Video-Documenti Socialmente Utili
Camorra & Cocaina
La pubblicazione del video è finalizzata alla ricerca
di soluzioni o quantomeno riduzione dei danni sociali e non la criminalizzazione.
Dare visibilità e trasparenza a questi luoghiLuoghi prodotti dal sistema Politico-Sociale vigente che tende esclusivamente a criminalizzare e ghettizzare ulteriormente senza creare alternative serie e concrete come il lavoro, un reddito una casa e non delle "strutture" predisposte e finalizzate alla ghettizzazione. Inchiesta girata in Italia sulle tratte del traffico di eroina che dalla Nigeria porta a Castelvolturno in Campania, dove la droga viene poi distribuita nel resto del vecchio continente.
La pubblicazione del video è finalizzata alla ricerca
di soluzioni o quantomeno riduzione dei danni sociali e non la criminalizzazione.
Inchiesta girata in Italia sulle tratte del traffico di eroina che dalla Nigeria porta a Castelvolturno in Campania, dove la droga viene poi distribuita nel resto del vecchio continente.
girata in Italia sulle tratte del traffico di eroina che dalla Nigeria porta a Castelvolturno in Campania, dove la droga viene poi distribuita nel resto del vecchio continente.
Periferie in Fiamme
Abuso di Potere
Corpi Violati
sabato 31 luglio 2010
Anti-Capitalismo
Zeitgeist: Addendum
è diviso in tre parti:
- Prima parte: viene criticata la tecnica della riserva frazionaria che permette la creazione di moneta tramite debiti. Secondo l'autore i dollari vengono stampati quando la Federal Reserve compra i titoli del tesoro americano. Questo denaro finisce nelle banche commerciali, dove viene moltiplicato attraverso il sistema della riserva frazionaria e quindi viene prestato ai consumatori. Nel film si afferma che tale sistema è assurdo in quanto il denaro che dev'essere pagato per saldare i debiti corrisponde alla totalità del denaro in circolazione, eccezion fatta per la richiesta di interessi sullo stesso che ne genera una quantità addirittura superiore, con la conseguente impossibilità a reperire, se pur ipoteticamente, una cifra sufficiente a saldare tale debito.
- Seconda parte: viene intervistato John Perkins, che si autodefinisce un killer economico. Perkins racconta di come ha aiutato la CIA e le elite politiche e industriali per le quali lavorava per minare dalle fondamenta legittimi regimi stranieri che ponevano gli interessi della propria popolazione prima di quelli delle multinazionali.
- Terza parte: viene intervistato Jacque Fresco, fondatore del "Venus Project", progetto concepito per la liberazione della società dal denaro, utilizzando sapientemente la tecnologia e le risorse, in contrapposizione all'attuale società basata sul profitto e sulla scarsità delle risorse. Fresco propone numerose soluzioni per poter "migliorare" il mondo: in materia energetica, di trasporti, di lavoro (Fresco sostiene che:"l'America oggi è incline al fascismo, la sua filosofia religiosa e dominante ha una propensione verso il sostegno di punti di vista fascisti; l'industria americana è essenzialmente un'istituzione fascista") utilizzando l'ingegno umano, dunque la tecnologia ("Abbiamo la tecnologia per dare case e ospedali a tutta la popolazione").
Zeitgeist, the MoviePeter Joseph
Zeitgeist, the Movie è un web film non profit , diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph; è uscito in lingua inglese sottotitolato in diverse lingue, tra cui l'italiano; è da ora disponibile, grazie al lavoro no profit dei ragazzi di Artelier Video, doppiato interamente in italiano. È un documentario diviso in tre parti, apparentemente distinte ma rivolte verso un unico messaggio: * La prima parte tratta della religione cristiana come fosse un mito, comparando la storia del Cristo con quella di diverse religioni precedenti, in particolare con il mito di Horus. Così facendo propone una lettura astronomica della Bibbia. * La seconda parte rivisita gli attentati dell'11 settembre 2001, i possibili artefici dell'attentato, chi possa averne tratto beneficio, e se potevano essere evitati. * La terza parte traccia un filoconduttore tra i grandi conflitti bellici che hanno coinvolto gli Stati Uniti, partendo dalla prima guerra mondiale sino alla seconda guerra del golfo, riconducendo il tutto alle logiche affaristiche dei maggiori cartelli bancari statunitensi e al ruolo principale della stessa Federal Reserve.Zeitgeist, the Movie
Zeitgeist, the AddendumPeter Joseph
Zeitgeist, the Addendum, è un film, diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph ed è il secondo capitolo di Zeitgeist, the Movie. Il film discute riguardo il sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti, della CIA, delle corporation americane e altro. Il film ha come scopo di localizzare le radici della dilagante corruzione sociale, offrendo allo stesso tempo una soluzione. In conclusione Addendum sottolinea il bisogno di eliminare ogni barriera che divide gli uomini e individua i passi concreti da fare per indebolire un sistema monetario che stritola l'umanità. Il film suggerisce azioni di trasformazione sociale come boicottare le grandi banche, i media, il sistema militare e le multinazionali dell'energia.Zeitgeist, the Addendum
Debito e MonetaPeter Joseph - Trad.Genius Seculi
“Genius Secoli” illustra e traduce una parte del film relativa al sistema monetario internazionale. A volte forse un po’ troppo lento e cospirazionista, ma sicuramente fornisce molti spunti di riflessione sull’attuale “Sistema Mondo”.
Riedizione italiana di una parte di Zeitgeist, the Addendum.







ntisociali_m.jpg)






A)t+world+2.jpg)
