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sabato 15 ottobre 2011

Metropia: Il futuro del Pianeta

Metropia
Tarik Saleh

AltreVisioni

In una terrificante Europa del futuro il mondo è ormai privo di petrolio e il sottosuolo è stato collegato creando un'enorme rete sotterranea che attraversa l'Europa. Lo svedese Roger tenta di stare lontano dal sottosuolo, anche perché spesso nella sua testa risuonano strane voci, ma un giorno scopre che la sua esistenza viene tenuta sotto controllo in ogni singolo istante. L'uomo tenta di liberarsi, ma per far questo avrà bisogno dell'aiuto della top model Nina. O forse è Nina ad aver bisogno di Roger?
Metropia è un film a colori di genere animazione, fantascienza della durata di 86 min. diretto da Tarik Saleh e interpretato da Vincent Gallo, Juliette Lewis, Udo Kier, Stellan Skarsgård, Alexander Skarsgård, Sofia Helin, Shanti Roney, Fares Fares, Fredrik Eddari, Doreen Månsson.
Prodotto nel 2009 in Svezia, Danimarca, Norvegia.

Metropia (Tarik Saleh)


domenica 9 ottobre 2011

Tears of Gaza:DocuFilm_Genocidio Pianificato del popolo Palestinese

Tears Of Gaza

(Vibeke Løkkeberg)

AltreVisioni


Il genocidio pianificato del popolo palestinese.
Il film segue tre bambini attraverso l'aggressione armata israeliana avvenuta il 2008-2009 in gaza e il periodo dopo il cessate il fuoco.
Fondamentalmente il Film è contro la guerra pochi registri sono riusciti ad interpretarele Lacrime di Gaza con l'immediatezza inquietante e terrore viscerale reso nel video.
Per Documentare l'impatto umano del 2008 - 2009 bombardamento di Gaza da parte dell'esercito israeliano, il direttore Vibeke Løkkeberg ha fatto uso di equipaggi locali palestinesi fornendo immagini di un conflitto in gran parte reso invisibile dai media occidentali.
Løkkeberg traccia la vita quotidiana di un popolo che vive in una città impreparata ad affrontare una tragedia di tale entità.
Racconta attraverso le storie di tre bambini sopravvissuti in infrastrutture impoverite di Gaza, .
Le immagini rendono evidente l'aggressione armata unilaterale tesa ad un graduale genocidio del popolo palestinese.
Vincitore del Premio del Pubblico al Festival del Documentario di Salonicco e il Premio del Pubblico per il miglior film al Festival di Göteborg International Film.

Tears of Gaza (Vibeke Lokkeberg)

lunedì 3 ottobre 2011

Rosarno Histoire nuove forme di schiavitù

Il Sangue verde
Andrea Segre

AltreVisioni
Il film documentario di Andrea Segre. Gennaio 2010, Rosarno, Calabria. Le manfiestazioni di rabbia degli immigrati mettono a nudo le condizioni di degrado e ingiustizia in cui vivono quotidianamente migliaia di braccianti africani, sfruttati da un'economia fortemente influenzata dal potere mafioso della 'Ndrangheta. Per un momento l'Italia si accorge di loro, ne ha paura, reagisce con violenza, e in poche ore Rosarno viene "sgomberata" e il problema "risolto". Ma i volti e le storie dei protagonisti degli scontri di Rosarno dicono che non è così. Scovarle e dare loro voce è oggi forse l'unica via per restituire al Paese la propria memoria: quella di quei di giorni di violenza e quella del proprio recente quanto rimosso passato di miseria rurale. Visita il blog del film e organizza una proiezione del film nella tua città.
La voce dei braccianti africani che hanno manifestato a Rosarno contro lo sfruttamento e la discriminazione 7 volti, 7 storie e un'unica dignità.

Fonte:
IlSangueVerde
AndreaSegre
Il Sangue verde (Andrea Segre)


lunedì 19 settembre 2011

DocuFilm RoadMovie Vaginale_Too Much Pussy!


Too Much Pussy!
Feminist Sluts, a Queer X Show
(Émile Jouvet)


AltreVisioni

Un gruppo internazionale di artisti queer inventano un nuovo sottogenere: il road movie vaginale. percorso, aperto a tutti i deliri febbrili durante il gioco per il porno-mostre d'arte in tour in Europa, per la gioia di coloro che pensano e fanno sesso in una libertà assoluta. Femminismo e post-femminismo, porno e postporno, con qualcosa dello spirito di Annie Sprinkle e spensierata perversione John Waters, la telecamera segue la vita sessuale e mentale di circa sette donne (ci sono accademici, attivisti e artisti) che mettono tutto il corpo e ciò che dà piacere, certo, e anche loro non sanno, per scoprire fin dove può godere. E 'probabile che questo viaggio contiene una overdose di immagini esibizionismo certamente memorabile, ma anche il modo più intelligente di pensare sesso, desiderio e piacere senza precedenti licenza di creare.
In un estrema sintesi il documentario presenta l'espressione e la pratica di una sessualità libera e intelligente esente da qualsiasi predisposizione mentale.
Regista:Émilie Jouvet co-regista:Wendy Delorme

TOO MUCH PUSSY ! Feminist Sluts in the Queer X Show



Nb: Il DocuFilm proposto non lo riteniamo pornografico nonostante la rappresentazione di corpi nudi e parti intime femminili pertanto la visione puo essere tranquillamente estesa a tutte le età.


giovedì 15 settembre 2011

EcoDifesa:GREEN (2009DocuFilm)

Green (2009)
Patrick Rouxel

AltreVisioni
Green Film, diretto dal regista del regista Patrick Rouxell, racconta attraverso i ricordi di un orango in fin di vita, l'eccezionale vitalità delle foreste pluviali dell'Indonesia, e l'avanzare della loro distruzione per fare spazio alle piantagioni di acacia e palma da olio, per la produzione di carta e biodiesel. Immagini forti e poetiche di una tragedia dimenticata. GREEN è stato giudicato il miglior lungometraggio al 7° Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità.

Questo è un documentario che dovrebbe essere visto da quante più
persone possibile. Vincitore del miglior documentario corto nel recente Festival del Cinema Indipendente Durango, "Verde" documenta le ultime ore di vita di una femmina di orangutan. E 'quasi come se la vita gli viene risucchiata a lei come il suo ambiente viene distrutto. Lei diventa solo un'altra vittima della deforestazione e le piantagioni di palma da olio.

Il film racconta la bellezza e la diversità di un ecosistema un tempo rigoglioso verde attraversato da elefanti, una serie di primati di libellule.
Il documentario traccia ognuna delle minacce che gli oranghi subiscono - da parte dell'industria del legno fornendo il commercio di mobili esotici o il mercato cellulosa e carta per l'industria dell'olio di palma alimentare l'insaziabile domanda di prodotti alimentari, cosmetici e biodiesel. Il commercio illegale di animali vive in mezzo alla distruzione.
"Green" è di 48 minuti lungo, è disponibile per il download gratuito per tutte le proiezioni private e pubbliche. Il film è in versione internazionale accessibile a tutte le nazionalità, prodotto in maniera indipendente e libera da ogni attaccamento commerciali o politici. Non esitate a proiettare il film ovunque ci si sente adeguato.

Green (2009)

Fonte Docufilm: GreenTheFilm

lunedì 5 settembre 2011

Italia_Val Susa-Gli orrori dello stato Italiano

VAL SUSA_GLI ORRORI DELLO STATO ITALIANO

ControVisioni
Lo Stato sta perpetrando in Val di Susa orribili violazioni legali e umane per difendere gli interessi di S.p.A. e di politici corrotti criminalizzando incredibilmente il popolo subente.
Stanno tentando di far credere che lo sviluppo di una società sia correlata alle grandi opere, dicono che non si deve protestare perchè "diminuisce il business del turismo", stanno usando il ricatto di pochi e precari posti di lavoro per favorire un business inutile rispetto a quello che si potrebbe fare con gli stessi soldi usati per numerose "piccole opere" ma realmente utili per la collettività.

Se il prezzo da pagare per lo "sviluppo" è la crudeltà di uno stato fascista, dittatoriale o comunque prepotente e violento, qualcosa non torna in questo "metodo di progresso".

MASSIMA SOLIDARIETà AL POPOLO VALSUSINO

Nel link vengono presentate le principali ragioni di opposizione alla nuova ferrovia: ognuna di esse rimanda ad una pagina in cui le ragioni vengono motivate e documentate.

Le tesi esposte discendono da analisi di natura scientifica condotte in oltre 20 anni da docenti universitari ed esperti di economia dei trasporti, di architetture contrattuali e finanziarie, di ingegneria ambientale, da naturalisti, geologi, agronomi, medici e giudici: un "sapere" diventato bene comune del movimento NO-TAV.
Links di riferimento:
Comitato no Tav-Torino

domenica 7 agosto 2011

PlanetStory:Libera Circolazione di Esseri Umani

Illegal
Immigrazione "illegale"
(Olivier Masset-Depasse)

(A)ltreVisioni
Immigrazione "illegale" Una tensione morale che obbliga a 'vedere' la realtà senza il filtro delle ideologie.

Tania ha un figlio di 14 anni, Ivan. Tania ed Ivan sono immigrati illegali provenienti dalla Russia. Vivono in Belgio ormai da otto anni anche se in costante stato di tensione. Tania ha il terrore di essere fermata dalla polizia con il conseguente controllo dei documenti. Fino a quando un giorno ciò accade. Madre e figlio vengono divisi. Tania viene portata in un cosiddetto centro di accoglienza e fa di tutto per potersi ricongiungere ad Ivan. Sulla sua testa pesa la minaccia di un decreto di espulsione.
Olivier Masset-Depasse propone la via del thriller e ci sembra una decisione assolutamente funzionale. Riesce cioè a farci partecipi di una duplice tensione. Da un lato quella della protagonista che si trova a cercare di sopravvivere in una società che ha decretato la sua illegalità senza averne il diritto finendo poi in quella sorta di girone infernale che è il centro di accoglienza.
C'è però (ed è altrettanto forte) la tensione morale di una sceneggiatura e di uno sguardo che ci obbligano a 'vedere' la realtà senza il filtro delle ideologie. I poliziotti di Illegal non sono tutti dei Natural Born Killers. Alcuni di loro sono vittime di un sistema che vuole che il clandestino subisca tali e tante umiliazioni da non voler più (una volta espulso) desiderare di ritornare nel Paese. Davanti a loro non ci sono delle persone ma volti senza nome.
Badate bene che si tratta di persone che non hanno commesso nessun tipo di reato se non quello di voler vivere altrove. per esigenze varie, dal luogo che sono nati.

Illegal (Olivier Masset-Depasse)



La situazione in italia attualmente
Immigrazione: diciotto mesi nei Cie… e nessuno può raccontare quello che accade

Dopo la votazione avvenuta in Senato la polizia potrà trattenere gli immigrati irregolari sino a diciotto mesi in quei posti infami e senza regole che sono i centri di identificazione per stranieri (Cie). Il ministro Maroni bleffa quando afferma che si tratta di una norma che ha una matrice europea.
La direttiva Ue (che molti in giro per il vecchio continente avevano definito direttiva della vergogna) prevedeva che solo in casi eccezionali la detenzione amministrativa potesse protrarsi sino a un anno e mezzo, un tempo enorme di imprigionamento per una persona non colpevole di alcun crimine. Il governo ha fatto diventare regola quella che nella disposizione europea era palesemente una eccezione e che era affiancata da misure per favorire il rimpatrio volontario degli immigrati nelle loro terre di origine.
Come era prevedibile le misure di rimpatrio volontario mancano del tutto nel decreto del Governo. I Cie sono luoghi di internamento dove corpi di donne e uomini vengono ammassati e custoditi senza diritti e senza umanità. La violenza è alla base dei rapporti tra i custodi (che a volte sono organizzazioni private) e gli immigrati.
Chiunque abbia visitato un Cie sa che in quel luogo regna il degrado. Nel decreto del governo non c’è ovviamente traccia di una estensione delle opportunità di visita di queste strutture da parte della stampa e delle organizzazioni della società civile. Nelle carceri possono entrare parlamentari, consiglieri regionali, volontari. I Cie invece sono luoghi sottratti agli occhi esterni. Sono luoghi opachi e quindi pericolosi.
LasciateCIEntrare è una campagna pubblica che chiede al governo di aprire questi luoghi di detenzione al monitoraggio indipendente delle organizzazioni dei diritti umani. Un ruolo di controllo sociale e politico appartiene ai giornalisti che dovrebbero pretendere l’ingresso nei Cie per potere raccontare ai lettori, ai telespettatori, ai radioascoltatori quello che vedono coi propri occhi. Negare questa possibilità significa avallare le tesi secondo cui le autorità vogliono coprire le nefandezze dei Cie. Significa dare ragione a chi sostiene che nei Cie regna l’illegalità e la violenza con la complicità delle istituzioni.